Centro Clinico La Quercia

I capricci e le sfide dei bambini: alcuni spunti formativi

Alcuni spunti tratti dalla serata formativa per genitori tenuta presso la Scuola dell’Infanzia G.Agostini, Terrossa- marzo 2016

girl-563719

Quale genitore non ha mai avuto a che fare con i capricci del proprio figlio: urla, pianti, rifiuti?

Ma cosa ci vogliono dire i nostri bambini con i loro capricci, quei capricci che fanno tanto disperare noi genitori?

Se per i genitori un capriccio  può sembrare una sfida, per il bambino è un modo per manifestare un  suo disagio e pertanto  va preso con molta serietà.

Il disagio si può manifestare nel momento dell’inserimento scolastico, quando nasce un fratellino o quando viene sottoposto a delle frustrazioni eccessive che non è in grado di reggere, come punizioni, continui cambi di orario, permanenza per troppo tempo in luoghi dove il bambino non si sente libero di correre o parlare.

Il periodo dei capricci va dai 24 mesi ai 4/5 anni, ed è anche il periodo che influenzerà  lo sviluppo della personalità del bambino, sono pertanto molto importanti le risposte contenitive che diamo a questi atteggiamenti.

Non ci sono soluzioni magiche per i genitori ma, la chiave di volta sta principalmente nel mettersi alla pari del bambino e ascoltare i suoi bisogni prima che l’esplosione arrivi ad un punto di non ritorno e se il capriccio scoppia si deve riuscire a dare il giusto contenimento  e rispondere ai suoi atteggiamenti con fermezza , senza urlare, senza picchiare. Quando ci sembra che anche la nostra pazienza sia finita, può essere banale, ma contare fino a 10 molto spesso ci evita di peggiorare la situazione. Un abbraccio può essere la soluzione per risolvere un capriccio emotivo, un messaggio che farà felice il bambino perché sentirà che i genitori gli vogliono bene e lo aiutano anche quando qualcosa non va. Se comincia a lanciare oggetti e ad assumere un atteggiamento pericolosi per lui e per gli altri, il bambino va fermato con un abbraccio contenitivo da dietro.

Un elemento principale, per tenere la calma in queste situazioni, è la nostra serenità: oltre ad occuparci dei nostri figli, dobbiamo curare anche il nostro benessere, le nostre passioni, le nostre relazioni, essere donne e uomini, oltre che mamme e papà, con il diritto di ritagliarsi spazi per noi e per la nostra intimità.

Ma in pratica cosa possiamo fare?

Le risorse dei genitori sono infinite e ognuno, con amore, potrà ritrovare la sua risposta, sempre considerando che davanti non ci troviamo un bambino in guerra con noi, ma un bambino che in quel momento sta richiamando la nostra attenzione.

Cogliamo anche il capriccio di un figlio come un’opportunità, per imparare ad ascoltare non solo i bisogni di nostro figlio ma anche i nostri e chiediamoci: siamo in grado di esprimere i nostri di bisogni, al nostro compagno, ad un amico, o di chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno (senza fare capricci)?

I capricci con pazienza, fermezza e coerenza si possono quindi risolvere bene, ma nel caso siano persistenti e destabilizzanti per la routine famigliare, meglio allora chiedere un parere ad uno specialista.

 

Lo Studio dott. Bellin & Associati offre a chi lo desideri un primo consulto di venti minuti senza impegno di spesa.
Il dott. Alessandro Bellin o la dott.ssa Paola Campanaro, titolari del centro, saranno lieti di studiare un percorso personalizzato per le esigenze specifiche individuali, della coppia o del figlio/i. Con l’occasione sarà inoltre presentato lo studio e i professionisti.

Alcune immagini della serata: