Centro Clinico La Quercia

Regole e limiti: per insegnare le regole ci vuole tempo!

Alcuni spunti tratti dalla serata di formazione del giorno 8 aprile, tenuta dal dott. Alessandro Bellin, psicoterapeuta dello Studio dott. Bellin & Associati.

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PER INSEGNARE LE REGOLE CI VUOLE TEMPO!

La fretta  è nemica delle regole! Le regole  chiedono coerenza, pazienza e amore e per questo ci vuole tempo. Questo è il primo passo per regalare ai nostri figli lo strumento più prezioso che permetta loro di “stare nel mondo”, di relazionarsi con gli altri, prima a scuola, poi nel lavoro, poi nella vita di coppia e poi con i loro figli.

E’ un impegno che deve prima di tutto partire da noi, perché le regole, i nostri figli, le imparano dal nostro esempio. Il bambino infatti prenderà come modello le figure che più ammira e alle quali vuole piacere. I primi quindi a “rispettare le regole”  dovremmo essere noi genitori, se non le abbiamo interiorizzate noi, difficilmente riusciremo ad insegnarle ai nostri figli.

Il tema delle regole è un tema molto dibattuto in ambito educativo, soprattutto negli ultimi anni,  in considerazione del fatto che oggi sono in aumento le difficoltà nei bambini di seguire comportamenti “regolati”: sempre di più le insegnanti segnalano problematiche legate a questo e molti genitori non sanno più cosa sia giusto fare.

Un aspetto da non sottovalutare è l’età del bambino: il numero e il tipo di regole cambiano nel corso della crescita.

Fini ai 4/5 anni si parla di limiti e non di regole. Il bambino infatti in questa fase non ha ancora la capacità riflessiva, pertanto sarà necessario ripetere più volte quello che il bambino deve fare, con pazienza e amore, e accompagnarlo in ciò che fa, insegnandoli a rimanere dentro i confini utili per la sua sicurezza.

Dopo i 4/5 anni possiamo parlare di regole, e qui entrano in gioco  anche i valori che ogni famiglia possiede e le regole saranno subordinate a questi.  Il bambino in questa fase riesce a comprendere che può scegliere in autonomia un determinato comportamento; sarà importante quindi per il genitore rispondere con fermezza e coerenza alle prove di opposizione che il figlio metterà in atto.

Il contenimento è importante non solo perché aiuta il bambino a stare in relazione con gli altri, ma paradossalmente favorisce anche la creatività: solo se ci sono dei confini il bambino riuscirà a sprigionare la sua fantasia.

Punizioni si, punizioni no, il dilemma di molti genitori!

Innanzitutto va ricordato che la punizione deve colpire il comportamento, non la dimensione affettiva, e che le regole non si trasmettono né mettendo paura al bambino, né con le sculacciate o le sberle, perché queste funzionerebbero solo per bloccare un comportamento scorretto in quel preciso istante e davanti a figure autorevoli, non favorendo invece la loro interiorizzazione e perciò l’autodisciplina. Diversamente, ascoltando e osservando il nostro bambino, agendo con fermezza e amore, riuscirà a far sue, nel tempo, le regole che gli vengono insegnate dai genitori e a sviluppare fiducia e sicurezza.

E’ importante che i genitori facciano squadra e che adottino la stessa modalità educativa. La complicità educativa ci sarà se i genitori sono in armonia tra loro, quindi è fondamentale che dedichino attenzione anche al loro benessere, altrimenti riverseranno le loro frustrazioni nei figli e in questo caso impartirebbero le regole con rabbia e urla, e queste oltre ad essere di cattivo esempio sarebbero anche poco efficaci.

Ricordiamoci che gli occhi dei nostri figli ci osservano e che i bambini parlano di noi!

Prendiamoci il tempo per accudire con amore i nostri figli, così risulterà più facile anche insegnare loro le regole, perchè l’assenza di regole è  lasciare un bambino privo di guida!