Centro Clinico La Quercia

Il telecomando ai bambini

children-403582

I dati parlano chiaro. Sono i bambini, tra i 4 e 14 anni a tenere in mano il telecomando di casa durante gli spettacoli di prima serata.
Basta leggere l’ultima classifica dei 20 programmi più visti dal 01 a 11 novembre 09 per capire che se lo spettacolo è dedicato ai giovanissimi, la famiglia resta sintonizzata su “Pinocchio”, “Un medico in famiglia”, “Chi ha incastrato Piter Pan”, lasciando in coda programmi più trasgressivi come “Il grande fratello” o strappalacrime come “C’è posta per te”.

Se da un lato i produttori televisivi rispondono velocemente alle esigenze dei più piccoli, dall’altro, come pedagogista, counsellor per l’infanzia e genitore, non posso non condividere alcune riflessioni in merito alla notizia tanto acclamata dai giornali in questi giorni.

Partiamo dal fatto che la televisione è uno strumento importante, da valorizzare e sostenere, e come tale da usare e da insegnare ad usare con senso critico e con le giuste dosi. La cosa importante è non lasciarsi usare dalla televisione e non lasciare che questa usi i bambini più influenzabili e fragili.

I dati raccolti in questa classifica ci parlano di un ampio numero di bambini che alle 21,30 sono ancora svegli, nonostante il giorno dopo vi sia l’impegno importante della scuola, rubando così prezioso tempo al sonno e al riposo.
E’ infatti durante la notte che i bambini rinforzano le conoscenze e le esperienze vissute ed elaborate durante la giornata. Le connessioni tra le esperienze e l’interiorizzazione delle emozioni hanno bisogno di tempo, che il nostro corpo e la nostra mente si prendono durante la notte. Lasciare ai nostri bambini poco spazio per questa attività, limita le potenzialità creative e recettive, che altrimenti fanno fatica a svilupparsi. Non di minore importanza è la stanchezza e il nervosismo che possono accumulare nei giorni e poi scaricare tra i banchi di scuola o con i genitori.

La televisione, inoltre, guardata per più ore al giorno, impedisce al bambino di fare esperienza di sé attraverso il gioco, la fantasia, la finzione. La televisione ci offre già il tutto creato e pensato, l’occhio della telecamera ci impone un’inquadratura che non ci permette di scegliere il particolare o la scena che in quel momento colpisce di più. Si sostituisce al nostro occhio e alla nostra possibilità di scelta. Il bambino così non fa fatica.
Peccato!
E’ proprio attraverso la fatica del gioco, del creare situazioni, del costruire castelli fantastici che ha la possibilità di sviluppare i sensi, sedare le ansie rappresentando le sue paure più profonde, immaginare situazioni a lui favorevoli e piacevoli che lo compensino, affermare la sua volontà, sviluppare linguaggio e capacità di rispettare le regole.
I genitori condividendo il tempo del gioco con i figli, avranno molte occasioni per conoscerli e capire le esperienze vissute durante la giornata, sia quelle positive che negative: è infatti durante il gioco, in particolare quello di finzione, che il bambino esprime ciò che con le parole non riesce a dire mettendo in luce sentimenti ed emozioni importanti e altrimenti non dicibili.
Anche la lettura assieme ad alta voce di favole e fiabe favorisce la condivisione di uno spazio e di un tempo rubato alla frenesia della giornata. Favorisce il rilassamento, la vicinanza, fa incontrare la fisicità dei corpi tre genitore che abbracci il figlio mentre racconta di avventure e fantastici mondi immaginari, esorcizzando nel bambino una realtà che alle volte fa paura (la paura del buio, dell’abbandono, …) o immaginando luoghi e avventure che potrebbero un giorno presentarsi dandogli il coraggio e la forza di affrontare così la realtà e sperare in un futuro sereno.

Il telecomando va dato in mano ai bambini, ma per accendere fantasia e immaginazione, per accendere uno spazio di godimento e di complicità tra genitori e figli recuperando le occasioni di vicinanza, conoscenza e non sottovalutando l’importanza del riposo notturno.

dott.sa Paola Campanaro
PsicoPedagogista e counselor per l’infanzia e l’adolescenza