Centro Clinico La Quercia

Ansia e Paura hanno lo stesso interruttore

Cercato per molto tempo, l’interruttore dell’ansia e della paura è proprio al centro del nostro cervello, ed ora che è stato trovato ci si può lavorare per “spegnerlo”.  

L’ansia e la paura sono stati d’animo che fanno parte della nostra quotidianità ma, nella società di oggi improntata ad una velocità sempre più alta verso un futuro sempre più volubile e eccessivamente stimolante, queste emozioni possono diventare invalidanti se troppo presenti nell’individuo, che si ritrova a vivere in un perenne stato di allerta. Ansia e paura si possono trasformare così in panico, il quale paralizza e viene percepito come ingiustificato e incontrollabile. Azioni come guidare l’auto, andare in ascensore, prendere l’aereo o addirittura uscire di casa, possono diventare per l’individuo vere e proprie fobie, che innescano a loro volta modificazioni ormonali e fisiche tali da bloccare l’individuo, attivando così meccanismi di difesa ingiustificati. Ma ritorniamo per un attimo indietro: ansia e paura hanno permesso all’uomo di potersi difendere, di poter differenziare ciò che è pericoloso da ciò che non lo è. Questa sorta di “telecamera di sicurezza” risiede precisamente nell’amigdala, la quale risponde al “pannello di controllo” adiacente ovvero il talamo. Gli studi provano che questa può essere definita come la “centrale di comando psico-fisica-emotiva dell’intero organismo”.  

Attualmente più di 40 milioni di adulti nel mondo sono afflitti da disordini dell’ansia e da fobie, definite come paure incontrollabili che possono essere causate da determinate situazioni o dalla vista di un particolare oggetto. Le fobie più note sono l’agorafobia (la paura di ritrovarsi in strade o piazze o in generale in luoghi aperti e spaziosi), la claustrofobia (l’ansia per i luoghi chiusi o affollati), l’acrofobia (il timore per l’altezza). Più insolite sono l’ablutofobia (la paura di lavarsi) e la cinofilia (la paura di essere morsi da un cane).  

La scoperta del circuito nervoso responsabile dell’ansia è stato dunque scoperto, grazie soprattutto alla scoperta di quel fattore di crescita neuronale (Ngf) che portò Rita Levi Montalcini al Nobel negli anni ’50. Come far si che ciò che ci ha permesso di affrontare e sopravvivere nel mondo non ci sovrasti, limitando la nostra vita e il nostro equilibrio psico-fisico? Confidiamo dunque nell’arguzia e nella preparazione degli scienziati, che continuano la loro missione per darci una risposta al più presto, sono sulla strada giusta!