Centro Clinico La Quercia

Tempo di vacanze, non di stress!

Il mese di agosto rappresenta per molti italiani il fatidico momento delle vacanze: le ferie, il tanto sospirato “stacco” dalla routine quotidiana. In molti attendono questo momento dell’anno che nell’immaginario collettivo diventa sinonimo di relax, sole, mare o montagna, amici, più tempo da dedicare a se stessi e ai propri hobby.
L’estate sembra rappresentare però per alcuni, a dispetto delle fascinazioni che richiama, un momento dell’anno particolarmente delicato e potenzialmente stressante per la nostra salute psicofisica. Perché la stagione calda può risultare talvolta spossante? Come possiamo attenuare questi effetti?
Iniziamo dalla cosiddetta prova costume: la bella stagione infatti, per ovvie ragioni, ci vede più esposti fisicamente. Gli ideali massificati di bellezza che vengono imposti dai mass media non aiutano a sentirsi più sicuri, il dover mostrare il corpo, nella nostra società ove prevale l’immagine, diventa un po’ come dover mostrare tutto di se stessi. Ecco perché persone perfettamente sane dal punto di vista psicologico si innescano sensi d’insicurezza anche molto profondi.
Inutile tentare con le diete dell’ultim’ora o con tardive iscrizioni in palestra. Questo tipo di rimedi affrettati, piuttosto, contribuisce ad alimentare il senso di frustrazione. L’avvento dell’estate è uno stimolo, ma non può essere l’obiettivo. Occhio al nostro benessere psicofisico anche nell’accettarsi con i propri pregi e difetti, con uno sguardo più indulgente verso l’immagine che ci rimanda lo specchio.
Attacchi di panico e sintomi depressivi: ansia, frustrazione, senso d’impotenza, solitudine e non ultimo il gran caldo, sono i fattori che maggiormente concorrono allo scatenarsi di questa piccola epidemia psicologica stagionale.
Anche abbandonare drasticamente la propria routine per rifugiarsi in una meta esotica per esempio, per quanto possa essere idealmente un agognato obiettivo per molti, può avere una serie di conseguenze indesiderate.
Il cambio repentino della condizione psicofisica, sia in partenza che al ritorno, può infatti indurre un indesiderato senso di smarrimento, quasi ci si trovasse nella paradossale condizione di “non riuscire a rilassarsi”. Oppure qualora si riesca a trovare il giusto relax dopo qualche giorno di assestamento, il rientro ai consueti ritmi lavorativi può rivelarsi particolarmente faticoso, tanto da far rapidamente scomparire l’effetto relax raggiunto.
Per ridurre lo stress da “vacanza” invece, è importante che si disponga ancora di qualche giorno libero per ammortizzare l’effetto rientro. Rientrare ad esempio il venerdì per riabituarsi gradualmente alla propria quotidianità.
Infine un piccolo consiglio per quanti tendano a pianificare il proprio viaggio nei più piccoli dettagli, organizzando ogni singolo spostamento per non lasciare nulla al caso: lasciatevi un po’ andare, non imponetevi tappe forzate o obiettivi irrinunciabili.
Godete del vostro tempo libero!